Donut County
Donut County è uno di quei piccoli giochi indie che sembrano pensati per gli adulti e funzionano benissimo anche per i bambini molto piccoli, a patto di sederglisi accanto. Un'ora e mezza di gameplay, un cuore gentile, e un meccanismo così semplice che un bambino di quattro anni lo capisce in dieci secondi.
Donut County funziona così. Tu controlli una buca. Una buca normale, di quelle che si aprono nel terreno. La sposti con uno stick, e tutto quello che ci cade dentro la fa diventare più grande. All'inizio mangia mele e galline. Dopo dieci minuti mangia un trattore. Dopo trenta mangia una casa. Dopo un'ora ha mangiato un'intera contea. Tra un livello e l'altro, dei procioni e una ragazza di nome Mira parlano di chi è il colpevole di questo disastro, e i loro dialoghi sono il vero motivo per cui Donut County ha vinto il premio Apple Game of the Year 2018.
Ed è qui che succede la cosa importante per noi genitori. Questo gioco è etichettato come adatto dai nove anni. Mia figlia ci ha giocato felicemente a quattro. Come è possibile? Perché Donut County fa una cosa rara: la storia adulta e il gameplay infantile vivono nello stesso gioco senza interferire. Mia figlia tiene il controller, sposta la buca con lo stick, ride quando ingoia una mucca. Non capisce niente dei dialoghi sarcastici tra il personaggio principale e il suo capo razzista (sì, c'è anche un piccolo discorso sociale). Quei dialoghi li leggo io a voce, e mi diverto io. Lei vive il gameplay, io vivo la storia. Due esperienze diverse, stesso pomeriggio, nessuno annoiato.
Questo è il nostro principio editoriale: l'età consigliata di un gioco non è un numero unico. Va valutata distinguendo tra comprensione narrativa e complessità dei controlli. Donut County ha controlli da bambino di quattro anni e una storia da bambino di nove. Funziona per entrambi se c'è un genitore presente.
Immagini dello sviluppatore, uso editoriale a scopo di recensione.
I difetti vanno detti. Il primo è la durata: due ore e mezza, tre se fate i pignoli con i puzzle secondari. Per chi cerca un gioco che dura settimane, qui non lo trova. Il secondo è il prezzo su Steam: dodici euro per due ore e mezza fanno storcere il naso. Per fortuna su iOS costa cinque euro, e su Steam va spesso in saldo a meno di quattro. Il terzo è la storia stessa: i dialoghi più divertenti sono in inglese sarcastico, e la traduzione italiana coglie l'essenziale ma perde un po' di punte. Niente di drammatico, ma se sapete l'inglese giocatelo in lingua originale.
Quello che amiamo è tutto il resto. Niente pubblicità, niente acquisti in-app, niente abbonamenti, niente lootbox, niente notifiche push, niente cookie banner. Lo paghi una volta, lo possiedi, lo finisci, lo regali al cugino. Questo è il modello con cui PixelBuoni va d'accordo, ed è sempre più raro nei giochi per bambini.
Lo consigliamo a chi cerca un'esperienza coop genitore-figlio bella, breve, intelligente, con un cuore gentile e un umorismo che funziona per entrambi. Lo sconsigliamo a chi cerca un gioco che intrattenga il bambino per settimane senza supervisione. Donut County è una piccola gita di un pomeriggio, e va vissuto così. Vale i quattro o cinque euro che costa su mobile, dieci volte.
Punti di forza
- Game loop perfetto: una meccanica, mille variazioni
- Fisica deliziosa
- Curva difficoltà accessibile
- Audio e visual coerenti
Punti deboli
- Brevissimo (2-3 ore)
- Niente rigiocabilità reale
- Prezzo Steam alto
- Lineare nella struttura, niente vere scelte
Pattern ricorrenti nelle recensioni che abbiamo letto.
- “storia bellissima e umorismo che diverte i grandi”
- “controlli intuitivi anche per bambini molto piccoli”
- “mio figlio di 4 anni gioca da solo e ride forte”
- “troppo corto: due o tre ore e finisce”
- “dialoghi con sarcasmo che bambini sotto i 7 non colgono”
- “prezzo Steam alto rispetto alla durata”
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