Lil' Guardsman
C'è un momento, verso i nove anni, in cui i bambini iniziano a capire che le persone non sono mai del tutto buone o del tutto cattive. Che il goblin con la faccia spaventosa magari è solo in cerca di un pranzo caldo, e che l'elfo elegante potrebbe nascondere intenzioni meno nobili. Lil' Guardsman prende questa consapevolezza e la trasforma in un gioco.
La premessa è semplice e brillante: Lil, una bambina di dodici anni, si ritrova a sostituire il padre come guardia del cancello di un castello in un mondo fantasy. Il suo compito è interrogare chi si presenta alle porte e decidere se farlo entrare o meno. Elfi, goblin, umani, creature improbabili. Ognuno ha una storia, un motivo per cui vuole passare, e non sempre dice la verità. Il gioco è ispirato a Papers, Please, ma al posto della burocrazia opprimente di una dittatura c'è l'umorismo colorato di un mondo dove tutto è possibile.
Il bambino, durante una partita, fa qualcosa che raramente i giochi gli permettono di fare con leggerezza: sbaglia, torna indietro, e prova un'altra strada. La meccanica del rewind è il cuore dell'esperienza. Non esiste l'errore irreversibile, non c'è la punizione. C'è solo la possibilità di rivedere una scelta e scoprire cosa sarebbe successo scegliendo diversamente. Mentre gioca, il bambino interroga, deduce, pesa le parole dei personaggi. Si esercita a pensare prima di decidere. E ride, perché i dialoghi sono scritti con un'ironia che funziona su più livelli.
Lo abbiamo scelto perché è raro trovare un gioco che insegni il pensiero critico senza alzare il ditino. Lil' Guardsman non dice mai "non giudicare dalle apparenze", lo fa semplicemente vivere. I personaggi sono scritti con cura genuina: nessuno è una macchietta, nessuno è completamente prevedibile. L'assenza totale di pubblicità e acquisti in-app completa il quadro: paghi una volta, giochi quanto vuoi, nessuno ti chiede niente. L'art è vivace e curata, con uno stile che ricorda i migliori cartoni animati indipendenti. E la meccanica del rewind è un'idea che vorremmo vedere in molti più giochi per ragazzi, perché toglie l'ansia e lascia spazio alla curiosità.
Immagini dello sviluppatore, uso editoriale a scopo di recensione.
I difetti ci sono e vanno detti. Il gioco è interamente in inglese e richiede una capacità di lettura fluente: non basta riconoscere qualche parola, bisogna capire sfumature e giochi di parole. Questo lo rende inadatto ai bambini che non hanno ancora confidenza con l'inglese scritto. L'umorismo, poi, è a tratti sofisticato e passa sopra la testa dei più piccoli. Nella seconda metà il ritmo rallenta e alcune sezioni richiedono pazienza.
È un gioco per famiglie che amano ridere insieme, per bambini dai nove ai dieci anni con buona capacità di lettura in inglese. Se avete l'abitudine di giocare fianco a fianco, commentando le scelte e discutendo chi merita di entrare nel castello, Lil' Guardsman vi regalerà delle serate memorabili.
Uno di quei giochi che ti fanno pensare: perché non ce ne sono di più così?
Punti di forza
- Meccanica rewind geniale: nessun errore irreversibile
- Humor intelligente e scrittura eccellente
- Art direction colorata e espressiva
- Zero dark pattern
Punti deboli
- Alcuni puzzle di interrogatorio poco chiari
- Pacing irregolare nella seconda metà
- Richiede lettura fluente
- Umorismo adulto non sempre comprensibile
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