Loddlenaut
C'e' un momento in cui un bambino smette di raccogliere le cose e inizia a prendersi cura delle cose. E' un passaggio che succede tra i sei e i nove anni, e quando accade te ne accorgi perche' il gioco cambia: non basta piu' collezionare, bisogna nutrire. Loddlenaut cattura esattamente questo momento.
Sei un addetto alle pulizie spaziali spedito su un pianeta oceanico inquinato. Il tuo lavoro e' aspirare le scorie tossiche dall'acqua, ripulire le barriere coralline aliene, rimettere in sesto un ecosistema sommerso che qualcun altro ha rovinato. E mentre pulisci, incontri i loddle: creature che somigliano a piccoli axolotl, con gli occhi tondi e le branchie che fluttuano nella corrente. Li nutre, li accarezzi, li guardi crescere e cambiare colore in base a cosa mangiano. Puoi persino personalizzarli con pattern e accessori. L'oceano si ripopola man mano che lo curi.
Un bambino che gioca a Loddlenaut fa una cosa insolita per un videogioco: si muove lentamente. Nuota tra le alghe, cerca i rifiuti negli anfratti, torna dalla sua creaturina preferita per darle da mangiare. Non c'e' nessuno che lo attacca, nessun timer che scorre, nessuna penalita' per l'errore. Il gioco gli chiede pazienza e attenzione, e lo ricompensa con un mondo che migliora visibilmente sotto le sue mani. Il corallo ricresce. L'acqua schiarisce. I loddle si moltiplicano.
Quello che ci ha convinto di Loddlenaut e' che il messaggio ambientale non arriva mai come una lezione. Nessun personaggio ti dice "l'inquinamento e' brutto". Lo vedi, semplicemente: l'acqua e' torbida, le piante sono morte, i loddle sono pochi e tristi. Pulisci, e tutto cambia. E' un meccanismo narrativo potente perche' il bambino lo vive invece di ascoltarlo. Non c'e' pubblicita', non ci sono acquisti in-app, non ci sono notifiche. Il prezzo si paga una volta e il gioco e' tuo. Moon Lagoon ha fatto una scelta chiara su chi sono i loro clienti, e si vede.
Immagini dello sviluppatore, uso editoriale a scopo di recensione.
Detto questo, ci sono cose da sapere. La prima: il gioco e' tutto in inglese, con testi da leggere per capire le missioni. Per un bambino di sei o sette anni che non legge l'inglese, serve un genitore accanto che traduca e guidi. La seconda: la navigazione subacquea in tre dimensioni puo' disorientare. I bambini piu' piccoli si perdono, girano in cerchio, non trovano il punto di ritorno. E' un problema reale che i primi trenta minuti rendono evidente. La terza: una volta ripulito buona parte dell'oceano, il gioco diventa ripetitivo. Lo schema e' sempre quello: aspira, nutri, esplora la zona successiva. Per un adulto la curva si appiattisce presto, per un bambino dura un po' di piu', ma alla fine arriva anche per lui.
Loddlenaut e' per bambini dai sette anni in su che hanno una sensibilita' verso gli animali e la natura. Quelli che raccolgono i lombrichi dal marciapiede dopo la pioggia, per intenderci. Con un genitore che li aiuta con l'inglese e la navigazione, diventa un'esperienza che genera conversazioni vere su cosa significa prendersi cura di un ambiente.
Se vostro figlio vi chiede mai "ma perche' il mare e' sporco?", questo gioco non gli da' la risposta. Gli da' la scopa.
Punti di forza
- Loop di pulizia-cura-scoperta soddisfacente
- Creature adorabili e personalizzabili
- Progressione naturale della mappa
- Zero dark pattern
Punti deboli
- Navigazione 3D subacquea a volte disorientante
- Endgame ripetitivo
- Richiede lettura per missioni
- Alcune meccaniche di pulizia ripetitive
PixelBuoni non e' affiliato ai produttori. I link portano agli store ufficiali.