World of Goo
Ogni tanto vale la pena guardare indietro. Non per nostalgia, ma perche' certi giochi invecchiano cosi' bene da sembrare pensati per il bambino che hai davanti oggi, non per quello che eri tu nel 2008. World of Goo e' uno di quei giochi, e anche se ha quasi vent'anni sulle spalle merita di essere raccontato come se fosse uscito ieri.
Quando lo apri, vedi delle palline nere con gli occhi che si aggrappano tra loro formando strutture. Non c'e' nessun testo da leggere, nessun tutorial che interrompe il flusso. Il bambino tocca una pallina, la trascina, e quella si attacca alle altre creando un ponte, una torre, qualcosa che prima non c'era. La grafica e' semplice e piena di carattere, con sfondi che sembrano disegnati a pastello su carta ruvida. La colonna sonora, composta da Kyle Gabler, e' cosi' espressiva che da sola vale il prezzo del biglietto: malinconica in un livello, giocosa nel successivo, sempre perfettamente intonata a quello che sta succedendo sullo schermo.
Il gioco chiede una cosa sola: portare le palline di goo fino all'uscita di ogni livello. Ma il modo in cui ci arrivi e' completamente nelle tue mani. Puoi costruire un ponte dritto e solido, oppure una torre storta che oscilla pericolosamente ma tiene. Puoi sprecare palline in una struttura massiccia o trovare il percorso minimo con tre mosse eleganti. La fisica e' vera: le strutture si piegano sotto il proprio peso, cedono se troppo sbilanciate, e ogni crollo e' una lezione che il bambino impara senza che nessuno gliela spieghi. E qui c'e' il dettaglio che fa la differenza: non esiste una sola soluzione corretta. Ogni bambino trova la sua, e funziona. I livelli sono brevi, pensati per sessioni da dieci-quindici minuti, e questo lo rende perfetto per i momenti di gioco strutturato, quelli in cui sai che tra poco si cena e il gioco deve potersi chiudere senza drammi.
Lo abbiamo scelto perche' e' un classico che ha meritato ogni premio ricevuto, dall'IGF Grand Prize alla nomination BAFTA. Ma i premi non sono il motivo per cui lo consigliamo: lo consigliamo perche' e' un gioco che lascia il bambino libero di pensare. Non ci sono pubblicita', non ci sono acquisti nascosti, non ci sono meccaniche pensate per tenere incollati allo schermo oltre il tempo che decidi tu. La 2D BOY lo ha creato con l'idea che un buon gioco debba rispettare chi ci gioca, e questa filosofia si sente in ogni dettaglio, dalla curva di difficolta' che sale senza punire fino ai cartelli stradali buffi che punteggiano i livelli come piccole poesie visive. La creativita' e' premiata in modo naturale: ogni soluzione funziona, ma alcune sono piu' eleganti di altre, e il bambino lo capisce da solo. Costa 9.99 euro ed e' disponibile praticamente ovunque: PC, Switch, iPhone, Android. Per quello che offre, e' probabilmente il miglior rapporto qualita'-prezzo che abbiamo trovato nella nostra selezione.
Immagini dello sviluppatore, uso editoriale a scopo di recensione.
E' un gioco del 2008, rimasterizzato nel 2021 ma rimasto sostanzialmente lo stesso nella struttura, e questo va detto con chiarezza. Non e' un titolo nuovo, e chi cerca gli ultimi ritrovati della grafica o della tecnologia non li trovera' qui. Alcune meccaniche si ripetono nei livelli centrali, e dopo una ventina di puzzle il bambino piu' grande potrebbe sentire di aver capito il trucco e perdere un po' di slancio. Ma sono limiti che pesano poco rispetto a quello che il gioco offre nel suo insieme, e che non hanno impedito a generazioni di bambini di divertirsi con le stesse palline appiccicose.
Funziona dai cinque anni in su, con un punto ideale intorno ai sei-sette quando la motricita' fine e la capacita' di prevedere la fisica si incontrano nel modo giusto. E' il tipo di gioco che un genitore puo' comprare senza pensarci troppo, sapendo che dentro non trovera' sorprese sgradite, e sapendo anche che se il bambino ci gioca un mese intero avra' speso meno di un gelato a settimana.
Se un bambino non lo ha mai provato, merita di farlo. E se un genitore non lo ha mai visto, merita di sedersi accanto e guardare. Certi giochi non hanno bisogno di essere nuovi per essere il gioco giusto al momento giusto.
Punti di forza
- Game design seminale: ha definito un genere
- Meccanica intuitiva e profonda: semplice da capire, difficile da padroneggiare
- Zero dark pattern: pietra miliare della filosofia indie
- Prezzo contenuto (9.99 EUR) per un classico
Punti deboli
- Grafica datata rispetto ai titoli moderni (2008, remastered 2021)
- Livelli finali molto impegnativi anche per adulti
- Grafica un po datata (2008/2021)
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