Come scegliere un gioco per i tuoi bambini

Come scegliere un gioco per i tuoi bambini

C'è un momento in cui ogni genitore si trova davanti allo store del telefono o al catalogo di Steam con la stessa domanda: "Va bene questo? Sarà adatto? Mi pentirò?". Questa guida non risolve il problema, ma vi dà uno strumento.

Una lente d'ingrandimento esamina con cura una piccola icona di app

La regola dei sei minuti

Prima di scaricare qualunque gioco per vostro figlio, prendetevi sei minuti. Tre per leggere il listing dello store, tre per cercare il nome del gioco insieme alla parola "review parents" su Google. In sei minuti capirete il novanta per cento di quello che vi serve sapere.

Le cinque domande da farvi

Davanti a un gioco da valutare, fatevi queste cinque domande nell'ordine.

1. Come si guadagna lo studio?

Non è una domanda di curiosità economica, è la domanda più importante di tutte. Uno studio che si guadagna da vivere vendendo il gioco una volta sola fa scelte di design diverse da uno studio che si guadagna da vivere mantenendo il giocatore agganciato il più a lungo possibile.

I modelli sani sono: premium puro (paghi una volta, ce l'hai per sempre), bundle subscription (Apple Arcade, Netflix Games, Xbox Game Pass: paghi una sub generale, lo studio è pagato dalla piattaforma), kickstarter o equivalenti.

I modelli problematici sono: free-to-play con valuta premium da comprare, lootbox, gacha, "energia" che si esaurisce e va aspettata o pagata, eventi a tempo limitato, season pass, abbonamenti specifici per il singolo gioco (caso a parte, vedi sotto).

Le subscription specifiche per singolo gioco sono un caso intermedio: a volte sono fatte bene (Sago Mini World, Pok Pok), a volte sono trappole. Ma vanno sempre segnalate, e richiedono genitori organizzati che si segnino le scadenze sul calendario.

2. Quanti anni ha davvero?

L'età ufficiale di un gioco è quasi sempre diversa dall'età reale. Un gioco etichettato 9+ può essere giocato a 4 anni in coop genitore-figlio se i controlli sono semplici. Un gioco etichettato 4+ può richiedere lettura fluente e quindi essere realistico solo dai 6 anni. Distinguete sempre tra complessità dei controlli e comprensione narrativa o testuale. Sono due cose diverse.

Cercate l'età reale nelle recensioni dei genitori, non nell'etichetta del produttore. La differenza tra le due è sempre informativa.

3. Cosa fa il bambino quando gioca?

Un bambino che gioca può fare cose molto diverse. Può creare. Può esplorare. Può risolvere. Può collezionare. Può competere. Può ripetere. Può aspettare.

Le prime cinque sono attività attive: il bambino è coinvolto, sceglie, pensa, agisce. Le ultime due sono attività passive: il bambino è agganciato, non pensa, ripete o aspetta. La maggior parte dei giochi free-to-play premiano queste ultime due, perché sono quelle che mantengono il giocatore connesso più a lungo.

Quando valutate un gioco, chiedetevi: dopo dieci minuti di gioco, mio figlio sarà più creativo, più curioso, più calmo? O sarà più nervoso, più ipnotizzato, più pretenzioso?

4. Cosa succede quando spengo?

Questo è il test definitivo. Quando dite "basta, spegniamo", cosa succede?

Se vostro figlio molla il tablet con calma, magari un po' deluso ma sereno, e dopo cinque minuti gioca ad altro, il gioco è sano. Se vostro figlio ha una crisi, urla, si arrabbia, vi accusa di essere ingiusti, vi chiede ossessivamente di tornarci, qualcosa nel gioco è stato progettato per agganciarlo. Non è colpa di vostro figlio. È game design predatorio fatto bene.

Provate questo test con tutti i giochi che avete installati. È spietato ed è onesto.

5. Lo posso giocare con lui?

Non è obbligatorio, ma è un grande indicatore di qualità. I giochi che funzionano in coop genitore-figlio sono quasi sempre giochi sani. La cooperazione si basa sul tempo condiviso, non sull'aggancio individuale. Hidden Folks, Donut County, Monument Valley, Old Man's Journey, Lumino City sono tutti esempi di giochi che diventano migliori quando ci sono due paia di occhi sullo schermo.

I giochi che funzionano male in coop, dove il bambino vi caccia perché "lo stai distraendo", sono spesso giochi che hanno qualcosa che non va.

Una lavagnetta di legno con una piccola checklist e tre segni di spunta verdi

Tre cose da non fare

Non fidatevi del rating dello store. Quattro stelle e mezzo non significano niente. Quasi tutti i giochi hanno quattro stelle e mezzo perché chi non gioca non lascia recensioni e chi gioca poco lascia recensioni positive di default. Le recensioni che valgono sono le una stella, perché chi scrive una stella di solito ha un motivo specifico. Leggete quelle.

Non fidatevi delle classifiche "miglior gioco per bambini". Spesso sono pubblicità travestite, oppure liste compilate da algoritmi che non hanno capito la differenza tra "popolare" e "buono". Scegliete fonti che recensiscono individualmente con criteri espliciti.

Non scaricate "tanto è gratis". Niente è gratis. Se non state pagando con i soldi, sta pagando vostro figlio con la sua attenzione. La pubblicità in un gioco per un bambino di cinque anni è un costo che paga lui, non voi. I giochi premium da quattro o cinque euro sono spesso più economici dei "gratis" nel medio termine, e sono quasi sempre di qualità migliore.

In sintesi

Sei minuti di ricerca, cinque domande, tre cose da non fare. Non vi servirà sempre, perché a volte vostro figlio chiederà quel gioco preciso e lo dovrete prendere comunque. Ma quando avete margine di scelta, questi piccoli filtri vi salveranno da un sacco di delusioni.

E quando proprio non avete tempo di valutare niente, fate la cosa più semplice: cercate "PixelBuoni" più il nome del gioco. Se l'abbiamo recensito, troverete un'opinione onesta in tre minuti.