Perché non fidarsi dell'età indicata sugli store
Aprite l'App Store o il Google Play, cercate un gioco per vostro figlio, e in alto trovate scritto "4+" oppure "PEGI 3". Vi sembra una garanzia. È quel piccolo numero che vi dice "questo va bene, potete scaricare tranquilli". Vorremmo dirvi che è così. Non è così.
Quel numero misura una cosa molto specifica, e quasi sempre non è la cosa che ci interessa come genitori. Vale la pena capire bene cosa significa, perché altrimenti continuerete a fidarvi di un'etichetta che non parla la vostra lingua.
Cosa misurano davvero PEGI, ESRB e App Store rating
PEGI in Europa, ESRB in America, e i rating interni di Apple e Google sono nati per una ragione precisa: proteggere i bambini da contenuti espliciti. Violenza, sesso, linguaggio scurrile, gambling rappresentato in modo realistico, paura intensa, droghe. Questo guardano. Questo segnalano. Niente di più.
Un gioco con un personaggio che spara a degli zombie prende un PEGI 12 perché c'è violenza. Un gioco di puzzle con un sistema di gacha che svuota la carta di credito dei genitori prende un PEGI 3 perché non c'è niente di esplicito. Eppure, dei due, è il secondo a essere pericoloso per un bambino di sei anni.
Questo non è un'opinione. È esattamente come funziona il sistema. Il PEGI 3 dice "in questo gioco non ci sono contenuti che spaventino o disturbino un bambino di tre anni". Non dice "questo gioco è ben progettato per un bambino di tre anni", e non dice "questo gioco non lo manipolerà commercialmente". Sono due domande completamente diverse e gli store rispondono solo alla prima.
Cosa NON misurano
Ecco la lista delle cose che vi interesserebbero come genitori e che non entrano nel rating dello store.
I dark pattern non li misurano. Vite limitate, energia da aspettare, FOMO, gacha, valuta premium, notifiche push aggressive. Tutto questo è invisibile per PEGI ed ESRB. Un gioco può essere pieno di tutti questi meccanismi e portarsi a casa un sereno 4+.
La complessità dei controlli non la misurano. Un gioco "9+" può essere giocabile benissimo da un bambino di quattro anni se i controlli sono semplici. Lo abbiamo raccontato in altre guide: Donut County è etichettato 9+, ma con un genitore che gestisce la narrazione e il bambino che muove il buco con un dito, funziona perfettamente a quattro anni. Il rating non vi dirà mai una cosa del genere.
La quantità di lettura richiesta non la misurano. Un gioco "4+" può essere pieno di testo che un bambino di quella età ovviamente non sa leggere. Il rating non se ne occupa.
La qualità pedagogica non la misurano. Un gioco che insegna qualcosa di utile e un gioco che fa solo perdere tempo vengono trattati esattamente allo stesso modo. Sono entrambi "intrattenimento per bambini", il rating non distingue.
Il rispetto del tempo del bambino non lo misurano. Un gioco che si chiude pulito dopo cinque minuti e un gioco che vi tiene incollati per due ore con cliffhanger artificiali sono indistinguibili agli occhi di PEGI.
Perché capita che siano persino fuorvianti
Il problema non è solo che i rating ufficiali non guardano le cose che ci interessano. Il problema è che spesso, leggendoli, vi viene una falsa sicurezza che è peggio di nessuna informazione. Se vedete "4+" e pensate "ok, vado tranquillo", abbassate la guardia proprio sui giochi su cui dovreste alzarla di più. Sono i 4+ a essere pieni di trucchi commerciali per bambini piccoli, perché è lì che il mercato dei giochi free-to-play per bambini ha i suoi clienti più redditizi.
I giochi seri, fatti bene, spesso prendono rating più alti del necessario, perché sono fatti da team che non si preoccupano di abbassare l'asticella per acchiappare la fascia 4-6. E i giochi mediocri o predatori si infilano spesso nella fascia bassa proprio per essere accessibili ai più piccoli.
Cosa guardare invece
La buona notizia è che esistono criteri reali che funzionano, e li potete imparare in dieci minuti. Non sono segreti, non richiedono competenze tecniche.
Guardate la presenza di pubblicità e acquisti in-app dichiarati nella scheda dello store. Se ci sono entrambi, in un gioco per bambini, è quasi sempre un brutto segno. Guardate le recensioni a una stella, non quelle a cinque stelle: è lì che i genitori scrivono le cose che non vanno. Guardate se il gioco si chiama "X Free" o "X Lite" o se c'è una versione a pagamento dello stesso titolo: spesso il free è la versione predatoria. Guardate se le notifiche push sono aggressive aprendo il gioco per la prima volta. Guardate quanto vi costa fare uscire vostro figlio dal gioco: se ogni volta è una battaglia, è un design che ha vinto sul vostro buon senso.
Questi cinque criteri valgono cento volte di più di qualunque rating ufficiale. Sono quello che usiamo noi quando recensiamo un gioco per voi. Sono quello che dovreste usare voi quando ne valutate uno da soli.
In sintesi
Il numero in alto a destra nello store è una rassicurazione che l'industria dà a se stessa, non a voi. Vi dice che non ci sono zombie, non vi dice che non ci sono trappole. Per le trappole, dovete fare il lavoro voi, oppure fidarvi di qualcuno che lo fa per voi. Noi proviamo a essere quel qualcuno, ma soprattutto vorremmo che impariate a farlo da soli, perché nessuno lo farà mai meglio di un genitore attento.