Bing
Bing è uno di quei rari cartoni preschool che i genitori cominciano a guardare insieme ai figli e poi scoprono di volerlo guardare anche dopo. Non per la trama, che è semplicissima, ma per il modo in cui prende sul serio le piccole crisi quotidiane di un bambino di tre anni e le tratta come eventi importanti, che meritano sette minuti di attenzione totale.
Bing è prodotto da Acamar Films, uno studio indipendente britannico, ed è basato sui libri illustrati di Ted Dewan. È disponibile gratis su RaiPlay Yoyo con doppiaggio italiano completo, e va in onda anche su Cartoonito al canale 46. Ogni episodio dura sette minuti, ce ne sono oltre centocinquanta, divisi in quattro stagioni.
La premessa è semplice. Bing è un coniglietto di tre anni che vive con un adulto di riferimento, Flop, e ha una serie di amici (Sula, Pando, Coco, Charlie). In ogni episodio Bing affronta una piccola situazione quotidiana: rompere un giocattolo, perdere un palloncino, sbagliare un disegno, dover condividere la merenda. Il problema dell'episodio è sempre proporzionato alla scala emotiva di un bambino di tre anni: è una piccola tragedia, e il cartone non finge che non lo sia. Bing si arrabbia, piange, si sente stupido, e Flop è lì, accanto, senza giudicare.
Quello che amiamo è proprio Flop. È un adulto di pezza, letteralmente, di stoffa e bottoni, e parla con voce calma. Non sgrida mai. Non risolve mai i problemi al posto di Bing. Aspetta. Dice frasi tipo "è una cosa di Bing" quando il bambino sbaglia, e quel "è una cosa di Bing" è diventato per molti genitori italiani un mantra educativo: significa che gli sbagli fanno parte del crescere, e che si possono affrontare senza che diventino una vergogna. La struttura di ogni episodio è quasi sempre la stessa: Bing combina qualcosa, Flop osserva senza intervenire troppo, Bing prova ad aggiustare la situazione, ci riesce o non ci riesce, e l'episodio finisce con Flop che riassume in una frase quello che è successo. È quasi un piccolo manuale di parenting per i genitori che guardano insieme.
Immagini dello sviluppatore, uso editoriale a scopo di recensione.
Quello che apprezzano i pedagogisti è il ritmo. Sette minuti per episodio è perfetto per la concentrazione di un bambino di tre o quattro anni. Niente cambi scena ogni due secondi, niente musica iperstimolante, niente personaggi che urlano. L'animazione è morbida, i colori sono caldi, le facce dei personaggi cambiano espressione con pochi dettagli ma efficacissimi. È uno dei pochi cartoni preschool che si guarda anche prima di dormire senza che il bambino si agiti.
I difetti vanno detti. Il primo è che Flop è quasi troppo permissivo per certi gusti: alcuni genitori più strutturati lo trovano un modello educativo eccessivamente accomodante, dove ogni capriccio del bambino viene legittimato. È una scelta editoriale, non un errore, ma se cercate un cartone che insegni regole più ferme, Bing non è la risposta. Il secondo è che la formula è ripetitiva: dopo venti episodi un bambino curioso comincia a indovinare lo schema dell'episodio, e questo per alcuni è rassicurante mentre per altri è noioso. Il terzo è la durata: sette minuti volano, e i bambini ne chiedono sempre un altro. Bisogna essere noi genitori a mettere il limite.
Lo consigliamo dai due ai cinque anni, idealmente la fascia tre-quattro. È perfetto come cartone della sera, perfetto come pausa breve dopo il bagnetto, perfetto da guardare insieme a un genitore che ogni tanto commenta. Approvato senza riserve. Per un bambino piccolo che sta imparando a riconoscere e nominare le proprie emozioni, è uno dei migliori strumenti animati in italiano.
Punti di forza
- Episodi cortissimi 7 minuti rispettano la concentrazione del bambino piccolo
- Flop come adulto presente non interventista, modello educativo Montessori-compatibile
- Focus emozioni reali (frustrazione, gelosia, vergogna) trattate con calma
- Scrittura sceneggiatura eccellente per fascia preschool
Punti deboli
- Schema episodi a volte ripetitivo dopo 20 puntate
- Formula narrativa quasi sempre identica (problema, gestione emotiva, riassunto Flop)
- Flop puo apparire troppo passivo per genitori con stile educativo piu strutturato